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mercoledì 31 ottobre 2012

Per esercitarsi sui Sistemi di Numerazione

imageCarissimi,

della prima. 

In preparazione alla verifica potete, volendo, esercitarvi on line sui Sistemi di Numerazione. Vi segnalo:

1. Test sui SISTEMI DI NUMERAZIONE

2. Sistema di numerazione decimale e cenni storici

3. Sistema di numerazione decimale – Scrittura numeri (quest’ultimo è un eserciziario in formato PDF che potete anche salvare sul vostro PC. Attenti al blocco di esercizi dal n° 40 in poi... Ma anche i precedenti, scrivere numeri più grandi! Quando si sanno scrivere i più piccoli Sorriso)

Questa è la pagina da cui segnalo i test. Per chi volesse consultare altri materiali

image

Suggerirei anche il penultimo link nella sezione: Test ed esercitazioni on line.

Riferitemi sui vostri risultati! Sorriso

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lunedì 18 ottobre 2010

Da base 10 a base 2

Ragazzi,

la maggior parte di voi ha capito come si fa a passare dalla scrittura di un numero a base 10 a quella a base qualsiasi.

Tuttavia: qualcuno può avere ancora qualche dubbio oppure non è troppo convinto del perché si fa così.

Ho pensato allora di mostrarvi come si fa in un piccolo video: le immagini chiariscono meglio i raggruppamenti in successione ...

L’esempio riguarda la conversione da base 10 a base 2, ma, lo sapete, il meccanismo è lo stesso per passare ad una qualsiasi altra base.

Cliccate sul quadratino con freccetta in basso a destra per la modalità schermo intero. Per uscire, ancora clic sulla stessa icona.

Lo vedete, ho preparato il lavoro utilizzando un file Excel. Potete anche scaricarlo: binario.xls

... che, tra l’altro, io ci provo ma i miei video lasciano tanto a desiderare! :-(

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giovedì 29 gennaio 2009

[Contributi] Antichi Sistemi di Numerazione_5

Ringraziamo ancora Paolo per la bella Storia dei Sistemi di Numerazione.
Ecco l'ultimo suo post (in merito eh, Paolo!:-)).


Il Sistema di numerazione posizionale e l'introduzione dello zero
Il sistema di numerazione posizionale, adottato prima dai Cinesi e poi dagli Indiani, poteva rappresentare in forma simbolica e compatta numeri anche molto grandi, usando pochi simboli. Nel caso del sistema decimale sono i dieci simboli da zero a nove.
In tale sistema, uno stesso simbolo ha diverso valore se scritto prima degli altri o, comunque, in una particolare posizione rispetto agli altri.
I Cinesi, infatti, fin da epoche remote, per rappresentare un numero, ad esempio il 23, scrivevano come in figura (ricordiamo che la scrittura si sviluppava verticalmente dall'alto in basso).
Ne risultava quindi un valore di posizione perché la posizione occupata dal numero 2 (le prime due lineette in alto) indicava che il valore non era 2 bensì 2 x 10 (il + rappresentava il 10), seguono poi le tre lineette del numero 3.
Gli Indiani, all'incirca nel 7° secolo d.C., si accorsero però che quando all'interno di un numero non comparivano unità di un certo ordine, lo spazio vuoto utilizzato per rappresentare il concetto di niente poteva venire confuso con la separazione fra due numeri e generare confusione. Introdussero pertanto un nuovo simbolo, lo zero, che loro rappresentavano con un punto. Successivamente trasformato in un simbolo a forma di uovo.
Sunya, che significa vuoto, è la parola che gli Indiani attribuivano al punto, da loro utilizzato sulle tavole di calcolo per simboleggiare il concetto di niente.
Il nostro termine zero deriva dal latino ziphirum, che a sua volta deriva dalla parola araba sifr, che a sua volta deriva della parola indiana sunya.
Vi è da sottolineare che anche altre popolazioni antiche avevano introdotto l'uso dello zero, però più come marcatore di uno spazio vuoto piuttosto che come simbolo con valenza numerica.
I sacerdoti Maya, per esempio, intorno al 1° secolo d.C., adottarono lo zero quale segnaposto nei calcoli legati all'astronomia e al calendario, scienza che seguivano con particolare interesse. Nella località archeologica di Chichenitza (o Chichén Itzà), nello Yucatan, si può tuttora ammirare un edificio dedicato alle ricerche astronomiche: il Caracol.
Il passaggio del sistema di numerazione dagli Indiani agli Arabi avvenne nell'8° secolo d.C., mentre nell'Europa cristiana, attraverso la Spagna araba, solamente nel 13°.
L'Europa del tempo non assunse però la forma delle cifre arabo/orientali quali erano usate dagli arabi, come nello specchietto seguente

bensì quelle occidentali, dette ghubar, di derivazione diretta dalle indiane.
Nel grafico seguente riportiamo l'evoluzione della forma delle cifre quale si è sviluppata nel periodo citato:
dove:
• il Brahmi è l'arcaico linguaggio indiano del X sec. a.C.;
• l'Indiano antico è successivo e viene intorno al VI sec. d.C.;
• il Sanscrito-Devanagari è un linguaggio indiano del VII-XII sec. d.C.;
• l'Arabo antico risale al VIII-X sec. d.C.;
• i sistemi di numerazione che seguono si riferiscono all'Europa nei secoli indicati.
L'introduzione, dapprima in Italia, e poi in tutta Europa, delle cifre arabe e del sistema di numerazione posizionale fu in gran parte dovuta alla diffusione del Liber Abaci di Leonardo Fibonacci (1202), noto soprattutto, presso i matematici, per la famosa successione di Fibonacci, preceduto da un trattato sul computo di Guido D'Arezzo nel quale venivano usate le cosiddette figure d'abaco (vedi figura seguente)
che, come si può facilmente notare, anticipavano, nell'aspetto, i simboli numerici che oggi tutti conosciamo ed utilizziamo.
Paolo, è un prezioso lavoro, grazie per il tempo che dedichi a noi!

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sabato 6 ottobre 2007

Il nostro sistema di numerazione è "decimale"

Perché il nostro sistema di numerazione si chiama decimale.

Il nostro sistema di numerazione si chiama decimale perché per scrivere i numeri usiamo 10 cifre: sono le famose 10 cifre “arabe” ma in realtà inventate dagli indiani (abbiamo letto la bella storiella delle sifr, della carovana a Bagdad che veniva dalle Indie…).
C’è anche un altro motivo. Il nostro sistema è di tipo posizionale: il valore delle cifre dipende dalla posizione che occupano nel numero. E’ decimale perché si fanno dei raggruppamenti da 10 per passare da una posizione a un’altra.

Vediamo come scriviamo i numeri formando i gruppi di 10.

Se ci chiedono di scrivere l’otto noi lo scriviamo così: 8, e già pronto. Anche il nove: 9.
Ma cosa succede se noi vogliamo aggiungere 1?
Prendiamo come esempio dei dolci, se ho gia nove dolci + uno, avrò 10 dolci, che sono 10 unità (ogni dolce una unità). Perché nella prima posizione (le unità) c’era già il 9, non può starci un’altra unità. 10 unità formano una decina, quindi l’uno passa al secondo posto, ma vale 10, la prima posizione resta vuota, lo zero, e avremo: 10.
Ora aggiungendo sempre un dolce potremo scrivere le altre unità fino a 19; aggiungiamo un dolce: nella prima posizione ci sono nove dolci (unità) e un altro non ci può stare, ma formo un’altra decina.
Quindi passa in seconda posizione, che ha già 1 decina, diventano 2 e la posizione delle unità è di nuovo vuota: e avremo 20.
Sempre aggiungendo 1 fino a 29 e se aggiungiamo un dolce quello non sta nella posizione del
nove e quindi viene accolto dal 2 che diventa 3 e la posizione del 9 diventa vuota e avremo 30.
E così via fino a 99. Se a 99 aggiungo 1 il primo nove non lo accoglie, diventa 1 decina, deve andare in seconda posizione, in seconda posizione ci sono già 9 decine, aggiungendone una diventano 10 decine, ma non ci stanno in seconda posizione, quindi 10 decine vanno a occupare la terza posizione (10 decine = 1 centinaio)
Scriveremo: 100. L’uno vale 100 la prima e la seconda posizione restano vuote.
Si continua così per scrivere tutti i numeri. Man mano che nelle posizioni si raggiunge un gruppo da 10, “scatta” la posizione successiva.
Quindi stiamo facendo gruppi di 10: decimale (o a base 10, da approfondire perché questo termine: base).
Saverio I A

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