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venerdì 13 settembre 2013

Buon anno scolastico

Ben ritrovati,

cari ragazzi della seconda A - di già! picciniii Sorriso- e

Benvenuti,

ragazzi della prima A

Salutiamo anche le altre classi della nostra scuola: benvenuti e ben ritrovati, tutti.

Bene, si ricomincia e si comincia! Come? Subito tanti compiti, che dite? Ma no, ma no, i monelli di seconda sanno che così non è. Voi, cari della classe prima, scoprirete che faremo di tutto per imparare anche divertendoci!

Infatti: io propongo già un divertimento. Le chiamiamo ricreazioni matematiche!

Questa la troviamo da Maestra Renata. Osservate questo simpatico alberello

albero delle casettine frattali

Si chiama albero delle casettine frattali. Fate clic sulla figura, e ... maestra Renata vi spiega tutto! Potrete realizzare anche voi “l’albero delle casettine frattali”, troverete un video per sapere come si fa e un’applet geogebra su cui lavorare oppure salvare il file e il lavoro. Grazie, maestra Renata.

Buon divertimento!

Buon anno scolastico, ragazzi, ex-alunni, famiglie, insegnanti e tutti i nostri amici lettori. E anche a me! Occhiolino

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mercoledì 12 ottobre 2011

Albero aureo

Differisce da quello di

Barnsley per il coefficiente di omotetia che è pari a k=0,618... ossia 1/phi dove phi=1,618... è la sezione aurea. Altro legame fra sezione aurea e frattali. L’albero è più frondoso ma senza sovrapposizioni delle foglie. Di questo metto l’applet. Clic!

albero aureo

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martedì 11 ottobre 2011

Ancora alberi frattali

Letizia

ha realizzato un bell’albero frattale, “più realistico” dice lei, rispetto all’albero di Barnsley. Ed è proprio vero. 

Ho catturato qualche immagine, modificando le dimensioni sul file. Clic sul primo alberello, sull’applet spiegazioni di Leti! 

         albero frattalealbero frattale

Sotto, una versione autunnale, la ritrovate anche sull’applet! 

albero frattale

Brava Leti!!

Ecco il link per scaricare il file .ggb: alberoLeti.ggb

- Mi arriva ora l’albero di Gabriele! Clic

albero frattale

Bene anche Gabri! – Carina l’icona della macro Sorriso

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lunedì 10 ottobre 2011

Albero di Barnsley

Frattale

con Geogebra, costruito con due similitudini con coefficiente di omotetia k=0,6 ed angolo di rotazione di 60°.

Albero di Barnsley

Da QUI

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mercoledì 28 settembre 2011

Alberi di Pitagora

Attività sui frattali continuano...

Con le macro di Geogebra in terza abbiamo costruito il triangolo di Sierpinski e l’Albero di Pitagora:

Questo il lavoro personale di Gabriele. Clic su immagine

albero di Pitagora

Questa la variante di Erica. Clic

albero di Pitagora

Ancora di Erica l’albero simmetrico

albero di Pitagora

Che si è divertita anche così:

costruzione fantasia

Ma questa non è una figura frattale. Cosa hai sbagliato, Erica??

Per quanto riguarda le macro, avevo anticipato la bravura dei giovini della III.

Com’è come non è .... le due gaie comari Letizia e Maria Chiara raccontano la lezione.

Il più grande spettacolo dopo il Big Bang siamo noi e, come abbiamo dimostrato stamattina, siamo dotati di un eccezionale sesto senso.[No, non sono immodeste le belle... intendono in realtà tessere le lodi di un loro compagno!]

Infatti stamattina dopo aver introdotto l’argomento dei frattali, abbiamo parlato dell’Albero pitagorico: un esempio di frattale.

La professoressa ci ha dato una dritta per la costruzione: “Costruite per prima cosa un triangolo rettangolo isoscele posizionando il vertice superiormente e la base orizzontalmente. - Chi mi sa dire come costruire correttamente il triangolo in questo modo?”

Noi le abbiamo risposto che una volta tracciato un segmento AB (la base del triangolo) avremmo dovuto costruire una semicirconferenza AB, poi tracciare l’asse del segmento: l’intersezione semicirconferenza-asse è il vertice del triangolo isoscele. A questo punto la sua domanda è stata: “Come fate ad essere certi che sia effettivamente un triangolo rettangolo?”

Bachisio ha esposto la sua ipotesi: “E’ un triangolo rettangolo perché se faccio ruotare il triangolo di 180° ottengo un quadrato e quindi sono sicuro che l’angolo in C è rettangolo”

Alla professoressa è piaciuta molto la risposta di Bachisio e lo ha lodato, ma mirava anche a farci ricordare un’altra dimostrazione e ci ha incitato dicendo: “ L’abbiamo vista più volte, studiando cerchi e circonferenze e (per farci ricordare ...) “o se del mezzo cerchio ...”  e noi abbiamo continuato: ‘’far si pote triangol sì ch'un retto non avesse”

Un po’ tutti ci siamo ricordati la citazione di Dante.

Ma non ricordavamo la proprietà, allora la prof ha abbozzato alla lavagna la seguente figura:

clip_image002

E ci ha domandato: “Ora sapete dirmi in che relazione stanno l’angolo alla circonferenza e quello al centro?”

La nostra risposta è stata: “La relazione è 1:2”

Chiusa questa parentesi, abbiamo proseguito la nostra costruzione sulla Lim, costruendo i quadrati su ogni lato e applicando così il teorema di Pitagora.

Dato che dovevamo ripetere l’operazione diverse volte siamo ricorsi all’uso della macro che, come avevamo detto l’ora precedente, consiste nel dare delle istruzioni a un programma, che consentono di eseguire una serie di operazioni con l'invio di un solo comando.

In questo caso le macro da usare sarebbero dovute essere 2 (o perlomeno secondo i calcoli della professoressa) ma come abbiamo accennato all’inizio di questa relazione (il più grande spettacolo ...), Gabriele si è dimostrato più furbo della professoressa. In quanto è stato in grado di ripetere le stesse operazioni utilizzando una sola macro: costruisco il quadrato e sul lato superiore il triangolo rettangolo e poi dò come oggetti iniziali i vertici di origine del quadrato.

Applauso della prof!!!

Fondamentalmente in una macro bisogna inserire 2 dati: gli oggetti finali e quelli iniziali. Gli oggetti finali sono quelli ai quali voglio arrivare senza tanti passaggi mentre quelli iniziali sono quelli dai quali parto per arrivare agli oggetti finali.

La professoressa metteva negli oggetti finali il quadrato più grande, e negli oggetti iniziali metteva i punti A e B del segmento di partenza. Così facendo le sarebbe servita anche un’altra macro per il triangolo. Secondo il metodo di Gabriele invece ci saremmo serviti di una sola macro considerando come oggetti finali il triangolo, i suoi vertici e il quadrato e come oggetti iniziali i punti A e B che danno origine al quadrato. Ed è così che la nostra lezione si è conclusa. Ciao! Sorriso

Benissimo, frizzanti comari... Sorriso

Ora tenetevi pronte: la prof sta per fare altre domande sull’Albero di Pitagora!

Anticipo? Ok, anticipo:

- Qual è il rapporto tra i lati da un passaggio all’altro, nella costruzione dell’albero di Pitagora quando il triangolo rettangolo è isoscele?

- Il numero dei quadrati ad ogni iterazione è il doppio di quello della precedente: quanti quadrati ci saranno alla decima iterazione? E alla n_esima iterazione?

- Altra osservazione: non vi sembra che ciascuno dei rami dell'albero descriva una spirale?  Che tipo di spirale? Compito: cercare spirali sul blog, confrontare e scoprire il tipo (le spirali non sono tutte uguali) ! Sorriso

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lunedì 26 settembre 2011

Il nostro primo frattale ... [Aggiornato]

Marco D.

è stato il primo a indagare sui frattali!

E, dal Tartaglia pari-dispari

ha scoperto il Sierpinski.  E lo ha realizzato con geogebra.

Sierpinski i frattali sono...

Bravo Marco, lavorone! –tutti quei triangoli... Più sotto dirò..

Marco ha preparato anche una breve presentazione Power Point dove raccoglie le immagini trovate in Rete

 

Dicevo: lavorone... che vi insegnerò a velocizzare!

Quando si ha a che fare con delle costruzioni da iterare, che vuol dire ripetere qualcosa più volte, utilizzando dei procedimenti ricorsivi, cioè operando in modo ripetitivo, come succede ad esempio nella costruzione di un frattale,

si può ricorrere alle macro: sono delle istruzioni che possiamo dare a un programma, che consentono di ottenere una serie di operazioni con l'invio di un solo comando. La realizzazione della costruzione risulta perciò molto più rapida!

Preparerò al più presto un piccolo esempio e una scheda di lavoro. Ne parliamo intanto in classe...

[Aggiorno]

Marco ha appena costruito il Sierpinski anche creandosi la macro! E’ stato molto bravo!

I ragazzi di seconda non possono vedere gli esempi con geogebra in classe. Fanno tutto da soli a casa solo dopo spiegazioni e simulazioni alla lavagna. Doppiamente bravi!

- Arriva anche il Sierpinski di Beatrice, costruito con macro! Ecco l’immagine.

triangolo Sierpinski

image  è l’icona della macro di Bea! Sorriso

Anche Davì ha lavorato con le macro. Il suo triangolo:

image

E ora, carissimi, aspetto la fantasia!!

Intanto vi regalo questo:

Da Rio Bo a Rio Mandelbrot

Voi conoscete la poesia Rio Bo?? Se non la conoscete, conoscetela! Da Maestra Renata, poesia, video e Geogebra!

Grazie, Maestra Renata!

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mercoledì 27 aprile 2011

Fiocco di neve e Curva di Koch con Excel

Segnalo

altre magie di Roberto con Excel.

E’ la volta dei frattali. Di curva e fiocco di neve di Koch noi avevamo parlato QUI e anche QUI. E, sui frattali in Excel, abbiamo ancora un regalo di un altro amico.

Questa la breve presentazione del fiocco di Roberto.

Ma a QUESTA PAGINA si possono scaricare i file, presenti nelle versioni 2003 (xls) e 2007 (xlsm).

Nel file Koch_da_range è possibile impostare la figura iniziale sui cui lati poi viene applicato l'algoritmo.

Grazie Rob!

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lunedì 28 dicembre 2009

Le forme della natura e … ancora Frattali

Ragazzi,

osservate

bellissima immagine vero? In Rete potete trovarne tante simili…

si tratta di un Frattale. Cosa sono i frattali?

Ne ho già parlato sul blog e vi indicherò sotto…

Se ne parla anche su “Ce li hai i numeri?”- Scopri la matematica che c’è in te,  che in questi giorni ho più volte citato.

Ehi, lo leggo per voi! Béh, per la verità anche per me perché è un bellissimo testo di matematica creativa e ricreativa. Vi sono descritte tante interessanti e divertenti attività: siamo tutti matematici! Insomma, voi dovete farvelo regalare per … la Befana ormai (ché siete stati buoni!)

Parliamo di forme che esistono in natura: paesaggi, alberi, coste, laghi, stelle … Come le descriviamo normalmente, anzi qual è il modo migliore per descriverle?

Usiamo termini come linea, cerchio, triangolo. Per esempio, chiamiamo linea costiera il confine tra spiaggia e mare. Diciamo che il lago è rotondo come un cerchio, che l’albero di Natale ha una forma triangolare… o anche, osservate questa bella foto.

Diremmo che l’albero ha una forma ovale o di un’ellisse.

Dunque per descrive la natura utilizziamo le forme studiate dai matematici nella geometria.

Ma se osserviamo da vicino un albero distinguiamo rami e foglie, e la descrizione ha la forma di ellisse o di triangolo non è più troppo precisa! In natura le cose sono per lo più spigolose e spezzate. Non corrispondono alle linee rette e alle forme geometriche perfette della normale geometria.

Le forme spezzate, dai matematici sono chiamate frattali.

Andate a leggere:

Il Triangolo di Sierpinski. Frattali.

Per i più curiosi ci sono anche dei link interessanti.

E anche QUESTO dove troverete altri link!

Vista l’autosomiglianza dei frattali? Una parte della felce è simile a tutta la felce stessa, ovvero è una copia in piccolo della foglia completa… E, il fiocco di neve?

Si può fare in modo che un computer disegni dei frattali, per esempio l'insieme di Mandelbrot dell’immagine qui sotto, disegnato da un computer che ha calcolato e ricalcolato una formula matematica

(potete riconoscervi la curva Cardioide!!)

Il frattale della figura si chiama così dal nome del matematico che lo scoprì nel 198o, Benoit Mandelbrot.

Ma anche voi potete disegnare dei frattali.

Poco più di cent'anni fa il matematico tedesco Georg Cantor si mise a studiare le forme spezzate. Certo sembra un po' folle fare a pezzetti una linea come fece lui! Ma la sua figura, chiamata Insieme di Cantor, è alla base della matematica che si occupa dei frattali.

Cantor partì da un segmento, che suddivise in tre parte uguali. Poi tolse quello centrale. Gli restavano due segmenti. Li divise entrambi in tre parti uguali, e poi tolse la parte centrale di entrambi.InsCantor

Nella fase 2 erano rimasti quattro segmenti. Cantor li divise tutti in tre parti uguali, e poi, nella fase 3, tolse le parti centrali di tutti e quattro i segmenti. E così via, e così via. 

Continua a disegnare tu. Ti servono carta, matita, righello e una buona dose di pazienza. Quanti segmenti ti rimangono dopo le fasi 4, 5 e 6?
L’idea di Cantor era che il segmento potesse essere suddiviso fino a un numero infinito di punti. E questi costituiscono un frattale.

Un matematico svedese creò un altro famoso frattale all'inizio del '900. Il matematico si chiamava Helge von Koch.

Perciò il frattale di cui vi ho parlato nel primo post segnalato, si chiama curva di Koch. Ricontrollate l’animazione e seguite l’algoritmo della costruzione. Coraggio, costruite una bella curva di Koch!

Helge von Koch aveva immaginato di suddividere il segmento un numero infinito di volte. In questo modo si trasforma in una curva infinitamente lunga che viene spezzata in ogni punto: un frattale.

La curva di von Koch è un modello matematico, che fornisce un'immagine abbastanza accurata, del tratto di costa svedese compreso tra Söderhamn e Valdemarsvik. Potrebbe anche essere il profilo di una catena montuosa o di un banco di corallo.

SEMPRE PIÙ PRECISI... curvakock (immagine – e testo in grigio - da “Ce li hai i numeri?”)
Ma quanto è lungo, in realtà, il tratto di costa tra Söderhamn e Valdemarsvik?

Un metodo per misurarne la lunghezza è servirsi di un atlante. Appoggiamo un pezzo di spago seguendo il contorno della linea costiera da Söderhamn a Valdemarsvik e misuriamo la lunghezza dello spago. Con l'aiuto della scala della cartina calcoliamo poi la lunghezza del tratto di costa.

Un altro metodo è camminare lungo la costa con un metro rigido (poveraccio quello che l'ha pensata!). In questo caso vengono misurati tutti i piccoli promontori e le piccole baie. Tutte le sporgenze della spiaggia rientrano nel calcolo, e il tratto di costa risulta molto più lungo rispetto al calcolo con l'atlante.

Se invece fosse una formica a misurare il tratto di costa, ogni granello di sabbia e ogni minima rientranza influenzerebbe il risultato.

La lunghezza aumenta man mano che si intensifica la precisione della misurazione, apparentemente senza alcun limite.  Varia con il variare dell’unità di misura.

In questi casi, a volte, può essere pratico utilizzare un modello matematico. Per esempio un frattale come la curva di von Koch.

Realizzeremo l’attività “FAI COSI’”  del testo!

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domenica 16 agosto 2009

Blake and Fractals

______________Blake and Fractals_________
__________William Blake disse che paesaggi
__________Scorgeva infiniti
__________Di sabbia nel più piccolo grano
__________Contenuto nel cavo della mano
__________Ciascuno di noi trova esempi di ciò
__________Nell’opera di Mandelbrot:
__________I diagrammi frattali partecipano
__________Dell’essenza da Blake presentita.
__________Sempre la forma essenziale
__________Prevale prescindendo dalla scala:
__________E le particolari segnature
__________Da vicino e da lontano sono chiare.
__________Ingrandito il punto che avevi,
__________Quello stesso punto ritrovi.
__________E se ancora e ancora ingrandisci
__________Gli stessi dettagli riconosci;
__________Più fine del più fine capello
__________Ecco di Blake l’infinito,
__________Ricco di particolari a ogni livello
__________Come il mistico poeta aveva capito.

Jasper Memory,
Blake and Fractals, 1990
Vedendo, è il caso di dire, Rio Mandelbrot
dal fantasioso prof Popinga,





















mi è tornata in mente la poesia che riporto letta su La sezione aurea di Mario Livio.
"Nel 1990 il professor
Jasper Memory dell'Università di Stato in North Carolina ha pubblicato sul "Mathematics Magazine" una poesia intitolata Blake and Fractals. Ispirandosi al verso del poeta, pittore, incisore e mistico William Blake, "Vedere un mondo in un granello di sabbia", Memory ha composto questi versi"
In rete ho ritrovato la poesia in Caos e Caotino, e ne I frattali di Pollock, interessanti pagine.
Frattali, come ne abbiamo parlato noi...
E QUI, quello che ha fatto Maestra Renata, giusto oggi!

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martedì 10 marzo 2009

Il Triangolo di Sierpinski. Frattali

Ragazzi,
Potete scaricare il file Sierpinski.ggb oppure dopo aver cliccato sull'immagine


se la pagina si apre correttamente, osservate l'animazione.
Con il destro del mouse sullo slider a è possibile disattivare l'animazione e muovere manualmente il punto verde sullo slider stesso.
Già l'immagine qui sopra non vi ricorda forse le figure ottenute dai vostri Triangoli di Tartaglia dove avete colorato i numeri pari oppure quelli dispari? O queste immagini ottenute con Excel?
Sulle quali appunto avevo promesso di tornare...
Dunque, avete seguito bene la costruzione con GeoGebra?
Su ciascun lato del triangolo di partenza si fissa il punto medio e si uniscono i tre punti così individuati: il triangolo iniziale risulta allora diviso in quattro triangoli. Quello centrale è colorato.
Si ripete l'operazione su ciascuno dei 3 triangoli bianchi: rimangono ora 9 triangoli bianchi.
Su ognuno di essi si ripete ancora il procedimento: i triangoli bianchi sono 27.
Su ognuno dei 27 triangoli che si sono così formati, ripetiamo ancora: otteniamo 81 triangoli bianchi.
Su ognuno degli 81 triangoli, ripetiamo l'operazione: otteniamo .... quanti triangoli?
Si potrebbe procedere così all'infinito.
Osserviamo che ogni volta il numero di triangoli bianchi si ... , cosa succede al lato di ciascuno di essi?
La figura che abbiamo ottenuto è nota come triangolo di Sierpinski.
Si tratta di una sorprendente serie di triangoli "autosomiglianti": ogni dettaglio riproduce il tutto, cioè se si ingrandisce un qualsiasi pezzo del triangolo si visualizza una figura del tutto simile a quella da cui si è partiti.
Questo invece l'ho costruito con Excel (si può scaricare Sierpinski_excel.xls):


Questa figura prende il nome dal matematico polacco Waclaw Sierpinski (1882-1969) che ne ha studiato la costruzione attorno al 1915.
Il triangolo di Sierpinski appartiene alla classe degli oggetti geometrici conosciuti come frattali. E' uno dei primi frattali della storia della matematica.
Di che si tratta?
Ah, ragazzi, quello dei frattali è un affascinante mondo!
Il termine "frattale" deriva dal latino fractus, ovvero "spezzato" (come il termine "frazione", vero?), perché la dimensione di un frattale non è intera e gli oggetti frattali hanno spesso un'apparenza "frastagliata" che non viene meno anche quando li si sottopone a successivi ingrandimenti.
Si chiamano oggetti frattali gli oggetti geometrici in cui un motivo identico si ripete su scala continuamente ridotta. Questo significa che ingrandendo la figura si otterranno forme ricorrenti e ad ogni ingrandimento essa rivelerà nuovi dettagli.
Una proprietà caratteristica degli oggetti frattali è l’autosomiglianza, che abbiamo visto nel triangolo di Sierpinski, il fatto cioè che la struttura di una sua parte ricompare anche nei dettagli della parte stessa, e questo per tanti ingrandimenti quanti si vuole.
Osservate quest'altra animazione:

curva di Koch

La figura si chiama curva di Koch.
La generazione della curva di Koch avviene grazie all'esecuzione ripetuta di un programma di istruzioni.
L'algoritmo della curva di Koch è molto semplice, consiste in un ripetizione del ciclo seguente. Partendo da un segmento di determinata lunghezza:
1. dividere il segmento in tre segmenti uguali;
2. cancellare il segmento centrale, sostituendolo con due segmenti identici che costituiscono i due lati di un triangolo equilatero;
3. tornare al punto 1 per ognuno degli attuali segmenti.
Partendo da un segmento, se ne ottengono quindi quattro (costituenti una linea spezzata) nel primo ciclo, 4x4=16 nel secondo ciclo e così via, generando al limite un elegantissimo frattale. Ingrandendo un qualunque dettaglio del frattale si ottiene ancora lo stesso frattale: in questo consiste l'autosomiglianza dei frattali a qualunque livello di scala.
Da questo merletto poi si può ottenere il cosiddetto Fiocco di neve di Koch


C'è anche uno stretto legame tra frattali e sezione aurea.
Su questa pagina il Merletto aureo.
Osservate:


Sempre sullo stesso sito troviamo Frattali e Natura
Osservate una comune felce:

una parte della felce è simile a tutta la felce stessa, ovvero è una copia in piccolo della foglia completa.
La parte evidenziata in rosso è la copia in piccolo dell'intera foglia. La parte evidenziata in blu a sua volta è la copia ridotta della parte in rosso. Infine la parte celeste è la copia ridotta della parte blu.
Per saperne di più sui frattali segnalo ancora:
Frattali
E per approfondire il pari o dispari di Tartaglia: Pari o Dispari?
[Aggiornamento]
Da maestra Renata: I frattali con delle belle immagini di frattali costruiti con The Gipm, vari link per conoscere i frattali, costruire frattali on line e
come utilizzare The Gimp per costruire frattali.

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