domenica 13 settembre 2009

Due curve "di mare"

*Curve di mare*: così titola Luciano Cresci il capitolo 8 de Le Curve matematiche tra curiosità e divertimento.
La prima descritta fra queste curve è la

Concoide di Nicomede

La concoide (o clocoide) di Nicomede prende il nome dal matematico e filosofo vissuto tra il III° e il II° sec. a.C. ad Alessandria ed Atene. Della sua vita non si hanno notizie. Proclo (410-485 d.C.) e Pappo (III-IV sec. d.C.) testimoniano che Nicomede scoprì le curve concoidi, insieme alle loro proprietà e caratteristiche, e grazie a queste risolse il problema della trisezione dell'angolo e della duplicazione del cubo.
Il nome concoide deriva dal greco κονκοειδεσ, concheides, e significa simile ad una conchiglia, proprio perché la forma della curva ricorda quella di una conchiglia.
Infatti:

e:

oppure:


Fra i matematici del XVII° sec. la concoide di Nicomede ebbe grande popolarità: Fermat e Roberval completarono la ricerca sulle tangenti alla curva. Huygens giunse alla costruzione dei flessi applicando il metodo di Cartesio e trovò che l'area tra i rami della curva è infinita. Newton propose di includerla, insieme alla retta e alla circonferenza, tra le curve "di buon servizio" per i problemi di terzo e quarto grado.
L'equazione della curva in coordinate polari è:
$ρ\,=\, \frac{ a }{ cos(θ)} + c$

l'equazione cartesiana:
$y\, =\,\pm \frac{ x }{ x -a} \sqrt{ c² - (x - a)² }$

Come si costruisce la concoide di Nicomede.
Sia data una retta a, un punto A non sulla retta. Si traccia la retta b perpendicolare ad a e passante per A, con D punto di intersezione con a e con DC di lunghezza fissata c. Si ruota la retta b attorno ad A. Si traccia quindi la circonferenza di centro un punto C1 della retta a e raggio c. Si individuano i punti di intersezione, F e G, della circonferenza con la retta b' (b ruotata di un angolo α).
La concoide è il luogo dei punti F e G.
Clic per visualizzare l'animazione su geogebra, che evidenzia i parametri variabili ...
In particolare si nota che la forma della concoide è sempre simmetrica rispetto alla retta b: questa passa per il polo A e per i vertici della concoide. La retta base a è un asintoto sia per il ramo esterno che per il ramo interno ma la forma del ramo interno della concoide dipende dal rapporto fra i due parametri a e c ossia tra le lunghezze dei segmenti AD e il raggio della circonferenza:
per a ‹ c il ramo interno ha un cappio e il polo è un nodo,
per a = c si una cuspide, il cappio del ramo interno si riduce al polo,
per a › c il ramo interno non passa per il polo e quest'ultimo è un punto isolato della curva.
Per l'animazione "conchiglia" clic QUI
La curva base, anziché una retta, può essere qualsiasi curva.
Se per es. la curva è una circonferenza, e il punto fisso A è un punto della circonferenza, la concoide è una lumaca. Se la lunghezza fissa c è uguale al raggio della circonferenza, la concoide diventa una cardioide
Se la curva base è una spirale di Archimede e il punto fisso è il centro della spirale, la concoide è ancora una spirale di Archimede. (torneremo su lumaca e spirale?)

E ora la seconda curva...
La conchiglia di Dürer
Imparentata con la concoide di Nicomede, la conchiglia di Dürer è una curva studiata dal grande artista, pittore e incisore, e matematico Albrecht Dürer.
Nella sua opera Underweysung der Messung mit dem Zirckel und Richtscheyt descrive un apparecchio per tracciare una curva da lui chiamata Muschellinie (in tedesco, "curva a conchiglia").
La curva ha un ramo di concoide e un altro con andamento sinuoso. Graziosissima nella sua semplicità!
Clic per aprire l'animazione con geogebra.

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mercoledì 9 settembre 2009

Il trionfo dello ZERO

Ragazzi,
gustiamoci questa simpatica poesia di Gianni Rodari sulla sorprendente potenza dello Zero, che da valere nulla …. può arrivare a valere eccome!


Il trionfo dello ZERO

C’era una volta
un povero zero
tondo come un O,
tanto buono ma però
contava proprio zero
e nessuno lo voleva in compagnia
per non buttarsi via.
Una volta per caso
trovò il numero Uno
di cattivo umore perché
non riusciva a contare
fino a tre.
Vedendolo così nero
il piccolo zero
si fece coraggio,
sulla sua macchina
gli offerse un passaggio,
e schiacciò l’acceleratore,
fiero assai dell’onore
di avere a bordo
un simile personaggio.
D’un tratto chi si vede
fermo sul marciapiede?
il signor tre che si leva il cappello
e fa un inchino
fino al tombino
e poi, per Giove,
il sette, l’otto, il nove
che fanno lo stesso.
Ma che cosa è successo?
che l’uno e lo zero
seduti vicini,
uno qua l’altro là
formavano un gran dieci:
nientemeno, un’autorità!
Da quel giorno lo zero
fu molto rispettato,
anzi da tutti i numeri
ricercato e corteggiato:
gli cedevano la destra
con zelo e premura,
(di tenerlo a sinistra
avevano paura),
lo invitavano a cena,
gli pagavano il cinema,
per il piccolo zero
fu la felicità.
Gianni Rodari

Lo Zero, usato a volte come sinonimo di Niente, è in realtà un numero speciale che merita un’attenzione particolare.
E’ quella cifra, apparentemente innocua, che nasconde poteri insospettati!
Separa i numeri positivi (+) e quelli negativi (–),
se si trova
a destra delle altre cifre ne amplifica il valore (10000… verso l’infinitamente grande),
se sta alla loro sinistra le riduce con altrettanta potenza (0,00001… verso l’infinitamente piccolo).
Pare che il simbolo grafico "O" derivi dalla traccia, lasciata sul terreno, una volta tolto l’oggetto che rappresentava un numero (il numero che non c’è più).

Voi ragazzi della classe prima, conoscete la storia dello zero?
Qui sul blog ne abbiamo parlato. Fate clic sull'immagine per leggere una Storiella.

E anche QUI.

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sabato 5 settembre 2009

Il triangolo di Reuleaux

Il triangolo di Reuleaux,
dal nome dell’ingegnere e matematico tedesco Franz Reuleaux (1829-1905) è la più semplice delle curve ad ampiezza costante. La più semplice dopo la circonferenza. La più nota di tali curve infatti è la circonferenza.
E cioè:
un cerchio che rotola su una retta rimane sempre nella porzione di piano compresa tra la retta e
la sua parallela, a distanza uguale al diametro del cerchio.


Nel muoversi il cerchio è sempre in contatto con entrambe le rette: è una figura di ampiezza costante.
Si possono costruire altre figure con la stessa proprietà!
Il triangolo di Reuleaux.

Si costruisce partendo da un triangolo equilatero;
si tracciano tre archi di cerchio:
- centro su A, raggio uguale al lato del triangolo, estremi i vertici B e C
- centro su B, raggio come sopra, estremi A e C
- centro su C, raggio ..., estremi A e B
Osserviamo: l’ampiezza di questa figura è uguale alla lunghezza del lato del triangolo equilatero.
Figure più generali dei triangoli di Reauleaux sono i poligoni di Reuleaux; si costruiscono utilizzando un qualsiasi poligono regolare convesso con un numero dispari di lati. Es:

Queste figure sono costituite da un numero dispari di archi di cerchio di ugual raggio (in questo caso la lunghezza delle diagonali del poligono) e possiedono lo stesso numero di vertici, i punti di raccordo tra due archi di cerchio consecutivi.
"Per ottenere figure di ampiezza costanti non è necessario considerare esclusivamente poligoni regolari con un numero dispari di vertici; si può anche utilizzare un poligono irregolare convesso per il quale le lunghezze delle diagonali del poligono che congiungono ciascun vertice coi due vertici opposti sono tutte uguali tra loro. In tal modo dal poligono di partenza si possono tracciare i vari archi di cerchio con raggio uguale alla suddetta diagonale."
clic sull'immagine per ampliamenti...

Ma torniamo al *triangolo* di Reuleaux.
Clic sull'immagine per osservarlo in movimento e verificarne l'ampiezza costante.

Potrete agire sul punto rosso zieh' mich! (trascinami) per far scorrere il triangolo. Uno slider permette di variare l'ampiezza della figura e infine, agendo ancora su un altro slider, si può osservare la traccia del centro del triangolo.
Il triangolo di Reuleaux può ruotare in un quadrato, appoggiandosi sui lati con i suoi vertici.
Clic per vedere l'animazione (da geogebra wiki en):

Infine, il triangolo di Reuleaux di Daniel Mentrard

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mercoledì 2 settembre 2009

Se tu insegni

Riflessioni... di settembre ?
Nell'attesa di rimettermi a lavorare seriamente per il blog, oh, ma pure questa è seria eh?
Se tu insegni ...
Ecco:

Se tu insegni
ovvero
L'istruzione

Se dai del pesce ad un uomo
egli si ciberà una volta.
Ma se tu gli insegni a pescare
egli si nutrirà per tutta la vita.
Se fai progetti per un anno,
semina del grano.
Se i tuoi progetti si estendono
a dieci anni,
pianta un albero.
Se essi abbracciano cento anni,
istruisci il popolo.
Seminando grano una volta,
ti assicuri un raccolto.
Se pianti un albero,
tu farai dieci raccolti.
Istruendo il popolo,
tu raccoglierai cento volte.
Kuang-Tsen - poeta cinese

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